Il riquadro sta in fondo alla dichiarazione e ha un nome lunghissimo: «Sostegno degli enti del Terzo settore iscritti nel RUNTS». Molti lo saltano. Chi lo compila, spesso, ci scrive il codice fiscale che gli ha passato un collega o il parroco, e non ci pensa più fino all’anno dopo.
Ci sembra un peccato. Non perché dobbiate per forza scegliere noi, ma perché quella firma sposta soldi veri, e merita i due minuti che servono per decidere a chi donare il 5x1000.
Quanto vale una firma
Il 5x1000, il cinque per mille, è una parte dell’IRPEF che paghi comunque: non è una donazione in più e non ti costa niente. Se versi 10.000 euro di IRPEF, il tuo 5x1000 vale 50 euro. Se non firmi, quei 50 euro restano allo Stato.
E non devi scegliere tra 5x1000, 8x1000 e 2x1000: sono tre scelte separate, e l’Agenzia delle Entrate lo scrive chiaro: non sono in alcun modo alternative tra loro. Puoi firmarle tutte e tre.
Quattro domande prima di scegliere
Gli enti che possono ricevere il 5x1000 sono migliaia. Per orientarsi non serve un esperto: bastano quattro domande.
1. È nell’elenco ufficiale?
Ogni anno l’Agenzia delle Entrate pubblica l’elenco degli enti ammessi al 5x1000. Se il codice fiscale che ti hanno dato non c’è, la firma rischia di andare persa. Controllare richiede un minuto.
2. Pubblica il rendiconto?
Chi riceve almeno 20.000 euro di 5x1000 deve spiegare come li ha spesi entro un anno, inviare il rendiconto al Ministero del Lavoro e pubblicarlo sul proprio sito. Se non lo trovi, chiedilo. Un ente serio te lo manda senza problemi.
3. Sai dire in una frase a cosa serviranno i soldi?
«Aiutare chi ha bisogno» non è una risposta. «Pagare le cure a chi in ospedale non può permettersele» lo è. Più la destinazione è concreta, più è facile capire se l’ente la sta rispettando.
4. Ti racconta cosa è successo dopo?
Le notizie, le foto, i nomi delle persone aiutate. Un ente che scrive solo quando chiede soldi, e mai quando li ha spesi, ti sta dicendo qualcosa.
La nostra proposta: un ospedale a Itigi
Il 5x1000 destinato a Fondazione Primavera Missionaria ETS sostiene l’Ospedale San Gaspare di Itigi, in Tanzania: il St. Gaspar Referral and Teaching Hospital dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Ha più di 300 posti letto e serve anche i villaggi fino a 150 chilometri di distanza. Nel 2017 il Christian Social Service Commission lo ha premiato tra le 5 migliori strutture sanitarie della Tanzania, scelte fra 190.
Lì il tuo 5x1000 diventa cose precise: visite e ricoveri per chi non potrebbe pagarli, farmaci e vaccini, la formazione di infermieri e personale sanitario, la manutenzione dei reparti e delle apparecchiature. I documenti della Fondazione sono nella pagina Trasparenza.
Federica, che a Itigi c’è stata, l’ha detto meglio di noi: l’Ospedale San Gaspare «è il centro del villaggio, è luogo di accoglienza, qui è permesso sperare perché si può guarire». La sua testimonianza è sul nostro blog, insieme a molte altre.
Come si fa, in breve
Firma nel riquadro «Sostegno degli enti del Terzo settore iscritti nel RUNTS» e scrivi sotto il codice fiscale della Fondazione:
06978201009
Per il 2026 le scadenze sono il 30 settembre per il modello 730 e il 2 novembre per il modello Redditi (il 31 ottobre cade di sabato).
Non devi presentare la dichiarazione? Puoi scegliere lo stesso, sempre entro il 2 novembre 2026: con la scheda allegata alla Certificazione Unica, da consegnare gratis all’ufficio postale in busta chiusa, oppure a un CAF, oppure online dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
Se la dichiarazione te la fa il commercialista o il CAF, non aspettare l’appuntamento: nella pagina del 5x1000 trovi un messaggio già pronto da mandargli, con il nome della Fondazione, il riquadro giusto e il codice fiscale.



