Chi siamo · dal 1952
La nostra storia
Tutto comincia nel 1952, con un foglio stampato a Cesena per aiutare gli orfani. Settant’anni dopo quel foglio ha dato il nome a una fondazione, e in mezzo ci sono una missione in Tanzania, un ospedale, scuole e pozzi, costruiti con l’aiuto di chi lo leggeva.
L’Ospedale San Gaspare di Itigi visto dall’alto, in una foto del nostro archivio.
Settant’anni in otto capitoli
Da un foglio stampato a un ospedale
È una storia fatta di missionari, di volontari e soprattutto di lettori: persone che, un’offerta alla volta, hanno permesso di costruire dall’altra parte del mondo quello che sembrava impossibile.
La raccontiamo con le date del libretto per i settant’anni di Primavera Missionaria e del libro sulla missione in Tanzania, con le foto del nostro archivio.
Alcuni vecchi numeri di «Primavera Missionaria», con la testata di Albano Laziale.
1952 · Cesena
Un foglio per gli orfani
Nel dopoguerra una delle prime emergenze sono i bambini poveri e gli orfani, e papa Pio XII chiede di prendersene cura. A Cesena, al Santuario dell’Addolorata, i Missionari del Preziosissimo Sangue aprono un orfanotrofio per far studiare e avviare al lavoro tanti ragazzi. Per sostenerlo stampano un foglio: «Gli orfanelli dell’Addolorata».
Il 25 novembre 1952 esce il primo numero di un supplemento con un nome nuovo: «Primavera Missionaria». Quando l’orfanotrofio chiude resta la tipografia, e il foglio passa a sostenere gli studi dei giovani «allievi missionari» nel collegio accanto al Santuario di San Gaspare, ad Albano Laziale.
1966 · Tanzania
Tredici giorni di nave
Nel 1957, con l’enciclica Fidei donum, Pio XII chiede alla Chiesa di guardare all’Africa: «La Chiesa in Africa, come negli altri territori di missione, manca di apostoli».
Il 19 maggio 1966, dopo tredici giorni di nave, i primi tre Missionari del Preziosissimo Sangue sbarcano a Dar es Salaam. La missione comincia in una delle zone più povere, il distretto di Manyoni, nella regione di Singida. Il Paese ha raggiunto da poco l’indipendenza e la gente ha bisogno di cibo, di cure, di istruzione. Nascono dispensari, scuole professionali e comunità parrocchiali.
E «Primavera Missionaria» diventa la voce della missione e il suo sostegno, spirituale ed economico: racconta, chiede, raccoglie. Gli aiuti dei benefattori crescono.
La chiesa di Manyoni, primo centro della missione. Archivio dei Missionari.
Un mulino a vento a Sukamahela, negli anni del Water Project. Archivio dei Missionari.
Anni Settanta
Acqua per ogni villaggio
Dall’Italia arrivano altri missionari, missionari laici e suore. Il primo problema è l’acqua: si costruiscono cisterne e serbatoi, e nel 1975 parte il progetto «acqua pulita per ogni villaggio», il Water Project, con missionari e volontari canadesi. Si scavano circa trecento pozzi artesiani, e siccome l’elettricità non c’è l’acqua sale con i mulini a vento, alti fino a quindici metri, con le motopompe o con le pompe a mano.
Intorno al lago di Chibumagwa viene ricostruita la diga e l’acqua arriva alle risaie. A Sukamahela, il villaggio dove i malati di lebbra vivono con le loro famiglie, si ricostruiscono un centinaio di case.
1982 – 1989 · Itigi
Un ospedale nella savana
Dopo tanti dispensari, i Missionari sognano un vero ospedale. Scelgono Itigi, a quaranta chilometri da Manyoni: un crocevia di strade, di ferrovia e di tribù nomadi, in una terra arida, senza fiumi né pietre da costruzione. Quasi tutto deve arrivare dall’Italia.
Con l’aiuto di «Primavera Missionaria» crescono i volontari, i collaboratori e le offerte. Nel 1982 comincia la costruzione: ogni settimana i container vengono sdoganati nel porto di Dar es Salaam e portati a Itigi, su 650 chilometri di strada sconnessa. Nel 1986 apre l’ambulatorio.
Il 15 maggio 1989 l’Ospedale San Gaspare viene inaugurato davanti al Presidente della Tanzania e a diversi ministri: cristiani e musulmani pregano insieme per quest’opera. «È vero che non avete strade buone», dice il Presidente, «ma avete un bell’ospedale.»
Il terreno di Itigi, con le fondamenta tracciate.
Il porto di Dar es Salaam, da dove partivano i container per Itigi.
Oggi
Un ospedale di riferimento
L’Ospedale San Gaspare ha 280 posti letto e 330 dipendenti, e il personale medico è tutto tanzaniano. Nel 2024 ha garantito 33.000 visite, 6.000 ricoveri e 2.500 interventi; dal 2023 ha le cinque stelle, il livello più alto previsto nel Paese. Il motto è quello di sempre: educare, consolare e curare.
2006 · La scuola infermieri
Apre il 4 settembre. Dal 2020 è il St. Gaspar College of Health and Allied Sciences.
2018 · Il Bambino Gesù
Il 12 settembre la convenzione con l’Ospedale Pediatrico di Roma: missioni di chirurgia plastica e maxillofacciale a Itigi, formazione a Roma, secondo parere in radiologia.
2019 · La telemedicina
A gennaio arriva Global Health Telemedicine, il servizio della Comunità di Sant’Egidio: consulti a distanza con gli specialisti.
La scuola e i bambini
Alla Scuola San Francesco Saverio di Itigi il sostegno a distanza garantisce ai bambini la scuola, un pasto caldo e le cure.
Altre due missioni
India e Albania

Dal 1982
India
Tutto comincia a Bangalore: un missionario e un gruppo di volontari aiutano le suore Adoratrici del Sangue di Cristo a costruire una scuola. Poi arrivano il centro per i malati di lebbra di Sumana Halli, una casa per gli anziani bisognosi, l’orfanotrofio Saint Paul di Kolar Gold Fields, con più di cento ragazzi, e la Scuola San Gaspare di Bangalore, frequentata da studenti indù, musulmani e cattolici.

Dal 2017
Albania
Due parrocchie, a Mamurras e a Zhejë. Si comincia da un pozzo, poi vengono gli aiuti alle famiglie più povere e le animazioni per i giovani, con i gruppi di volontari che arrivano dall’Italia. Il 26 novembre 2019, alle 3:54, un terremoto di magnitudo 6.4 colpisce il nord del Paese con l’epicentro a circa dodici chilometri da Mamurras: nel 2020 si affronta l’emergenza.
In Italia
Le missioni di casa
In Italia i Missionari continuano le missioni popolari, come faceva San Gaspare: una predicazione straordinaria, a tutto campo, che porta una rinascita spirituale, morale e sociale, spesso anche nei quartieri dove sono forti la delinquenza e il degrado.
Dal 26 al 30 dicembre 1987 si tiene a Roma il primo Convegno nazionale dei giovani. Da allora si ripete ogni anno, e «Primavera Missionaria» è sempre stata in prima linea per sostenerlo e farlo conoscere. Ogni anno si tengono anche tra le dieci e le quindici animazioni giovanili, soprattutto dove ce n’è più bisogno.
Nel 2022 le comunità dei Missionari in Italia erano tredici, dieci delle quali parrocchie, da Messina a Bologna, dove la più recente è nata l’11 ottobre 2020.
2002 – 2022
Da associazione a fondazione
Nel 2002 i Missionari danno vita a un’associazione per sostenere le loro opere: «Amici delle Missioni del Preziosissimo Sangue».
Dal 1° gennaio 2022 l’associazione diventa una fondazione e prende un nome che richiama la storia del giornalino: oggi è Primavera Missionaria ETS. Il cambiamento serviva a sostenere meglio tutte le opere dei Missionari: le missioni all’estero, ma anche le missioni popolari e le comunità in Italia.
In teologia si chiama «fedeltà creativa»: restare fedeli a un carisma e insieme rinnovarlo, perché continui ad avere forza. E quel nome l’ha usato anche papa Francesco, nel videomessaggio del 1° ottobre 2019: «Preghiamo perché lo Spirito Santo susciti una nuova primavera missionaria per tutti i battezzati e inviati dalla Chiesa di Cristo».
«Trionfi la carità, o mio Signore.»
San Gaspare del Bufalo, fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue
Da leggere
Il libretto dei 70 anni
Venti pagine, con le foto, scritte nel 2022 per i settant’anni di Primavera Missionaria: il giornalino, la Tanzania, l’ospedale, l’India, l’Albania e le missioni in Italia.
La storia continua con te
Ogni offerta aggiunge una pagina: all’ospedale, nelle scuole, nelle missioni.





