Il tosaerba lo spinge un uomo in camice bianco e stivali di gomma. Poco più in là due operatrici, con la cuffia, la mascherina e il grembiule di plastica azzurro, riempiono di foglie secche i sacchi rossi. Non è un giorno qualsiasi all’Ospedale San Gaspare di Itigi, in Tanzania: è il sabato delle pulizie.
Succede una volta al mese. Per un giorno ci si occupa degli spazi interni e di quelli esterni: i reparti, i cortili, i vialetti e le aiuole tra un padiglione e l’altro. Non una pulizia straordinaria ogni tanto, ma un appuntamento fisso, che è diventato parte del modo di lavorare dell’ospedale.

Il taglio dell’erba nei cortili tra i reparti.

Foglie e rami secchi raccolti nei sacchi, con cuffia, mascherina e grembiule.
In ospedale la pulizia è già una cura
In un ospedale la pulizia non è una questione di decoro. Gli ambienti puliti fermano la diffusione di malattie e infezioni: proteggono i pazienti, che arrivano già fragili, e proteggono chi li cura. E rendono l’ospedale un posto più sereno, per chi è ricoverato e per chi ci lavora ogni giorno.
Il San Gaspare è tra gli ospedali meglio valutati della Tanzania: dal 2023 ha le cinque stelle, il livello più alto previsto nel Paese, e nel 2024 è stato indicato come il secondo ospedale privato per sicurezza e pulizia. Ha 280 posti letto e 330 dipendenti, e nel 2024 ha garantito 33.000 visite.
Nella foto in alto, dietro le palme del cortile, si vede la terapia intensiva: ha aperto il 4 novembre 2023, anche grazie ai donatori che hanno sostenuto l’acquisto di tre ventilatori per la respirazione assistita.
Un ospedale pulito non fa notizia. Eppure è da cose così, fatte bene e fatte sempre, che passa la salute di chi arriva a Itigi per farsi curare, spesso da molto lontano.
Se vuoi conoscere meglio l’ospedale, trovi la sua storia e i suoi reparti nella pagina dell’Ospedale San Gaspare. E se vuoi dare una mano, anche una piccola offerta diventa cure: con 35 euro garantisci un giorno di cure a un malato.



